Le Perle

 

 

Esistono diverse varietà di Perle.
Ognuna con le sue caratteristiche uniche e distintive.

Tra le varietà più note e apprezzate ci sono
Le P. Akoya, Le P. Australiane e Le P. Tahiti.

In questo testo, esploreremo le loro caratteristiche e le differenze che le distinguono.

Le perle Akoya sono le più tradizionali tra le P. coltivate, originarie dell'arcipelago giapponese. Sono famose per la loro lucentezza e il loro colore bianco brillante, con riflessi di rosa e argento. Le Akoya hanno un diametro che va da 6 mm a 8 mm, ma possono arrivare anche a 10 mm. Sono generalmente coltivate in molluschi del genere Pinctada fucata, noti anche come ostriche Akoya, e richiedono circa 18 mesi per maturare.

Le perle australiane, invece, sono generalmente di dimensioni maggiori rispetto alle Akoya e presentano una vasta gamma di colori naturali, dal bianco al dorato al rosa al verde. Le  australiane sono coltivate nella costa nord-occidentale dell'Australia, principalmente in acqua salmastra, in molluschi del genere Pinctada maxima. Questi molluschi possono produrre sfere di dimensioni eccezionali, anche superiori a 20 mm di diametro. Le P. australiane sono apprezzate per la loro forma e colore unici, che le rendono perfette per la creazione di gioielli di alta gamma.

Le Perle Tahiti, anche conosciute come p. nere, sono apprezzate per la loro bellezza misteriosa e la vasta gamma di colori scuri, dal grigio scuro al verde-azzurro e al viola. Le P.Tahiti sono coltivate nella Polinesia francese, in molluschi del genere Pinctada margaritifera. Sono generalmente di dimensioni maggiori rispetto alle P. Akoya, con diametri che possono superare i 15 mm. La coltivazione delle perle Tahiti richiede molta attenzione e cura, e le perle prodotte sono considerate tra le più pregiate e costose al mondo.

Le differenze tra queste tre varietà risiedono principalmente nel loro aspetto fisico, nel loro colore e nella loro origine geografica. Le p. Akoya sono piccole e bianche, le P. Australiane sono di dimensioni maggiori e presentano una vasta gamma di colori naturali, mentre le p. Tahiti sono di dimensioni maggiori e di colore scuro. La loro coltivazione richiede anche tecniche leggermente diverse, a seconda del tipo di mollusco e del luogo di coltivazione.

In sintesi, le perle Akoya, australiane e Tahiti sono tre varietà di perle molto diverse tra loro, ognuna con le sue caratteristiche uniche e distintive. Sia le perle Akoya che le perle australiane e Tahiti sono considerate gemme preziose e apprezzate per la loro bellezza, rarità e unicità, e sono utilizzate nella creazione di gioielli di alta gamma e oggetti

Per garantire la massima qualità di questo gioiello naturale, è importante scegliere un rivenditore affidabile e ben noto nel settore delle perle. Ci sono molte opzioni disponibili sul mercato, quindi è importante fare attenzione e scegliere un fornitore che offra solo materiale di alta qualità.

 


Festa della donna

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Festa della donna: origini e storia dell’8 marzo.

In molti pensano che la Giornata Internazionale della Donna sia nata in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York.
In realtà la storia di questa festa è molto più complessa. 

Una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna, che cade ogni anno l’8 marzo, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.

Una leggenda molto celebre narra che la Festa della Donna sia stata istituita nel 1908 in memoria delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di New York, la Cotton. In realtà, appunto, si tratta solo di una leggenda nata negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. La Giornata Internazionale della Donna nacque infatti ufficialmente negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909. A istituirla fu il Partito Socialista americano, che in quella data organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Il tema era già stato a lungo discusso negli anni precedenti sia negli Usa (celebri sono gli articoli della socialista Corinne Brown) sia dai delegati del VII Congresso dell’Internazionale socialista (tenutosi a Stoccarda nel 1907).

Le manifestazioni per il suffragio universale si unirono presto ad altre rivendicazioni dei diritti femminili. Tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per giorni e giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro. Nel 1910 l’VIII Congresso dell’Internazionale socialista propose per la prima volta di istituire una giornata dedicata alle donne.

Il 25 marzo del 1911 cadde la goccia che fece traboccare il vaso:nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Questo è probabilmente l’episodio da cui è nata la leggenda della fabbrica Cotton. Da quel momento in avanti, le manifestazioni delle donne si moltiplicarono.In molti Paesi europei, tra cui Germania, Austria e Svizzera, nacquero delle giornate dedicate alle donne. La data dell’8 marzo entrò per la prima volta nella storia della Festa della Donna nel 1917, quando in quel giorno le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, dando così vita alla «rivoluzione russa di febbraio». Fu questo evento a cui si ispirarono le delegate della Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste a Mosca quando scelsero l’8 marzo come data in cui istituire la Giornata Internazionale dell’Operaia.

In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 con la stessa connotazione politica e di rivendicazione sociale.
L’iniziativa prese forza nel 1945, quando l’Unione Donne in Italia (formata da donne del Pci, Psi, Partito d’Azione, Sinistra Cristiana e Democrazia del Lavoro) celebrò la Giornata della Donna nelle zone dell’Italia già liberate dal fascismo. L’8 marzo del 1946, per la prima volta, tutta l’Italia ha ricordato la Festa della Donna ed è stata scelta la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza. Negli anni successivi la Giornata è diventata occasione e momento simbolico di rivendicazione dei diritti femminili (dal divorzio alla contraccezione fino alla legalizzazione dell’aborto) e di difesa delle conquiste delle donne.


semipreziosi

Le Pietre Semipreziose

Le Pietre Semipreziose:

Cosa sono
Il loro utilizzo
La loro unicità

Le Pietre Semipreziose sono minerali naturali che si formano
all’interno della Terra a seguito di processi geologici
come la solidificazione del magma, la cristallizzazione delle soluzioni minerali e
l’azione di agenti esterni come l’acqua e il clima.
Queste Pietre, estratte dalla Terra in cave o miniere, possono essere tagliate e levigate
per essere utilizzate come Gioielli o come Pietre decorative.

La natura di ogni Pietra Semipreziosa è unica, a causa delle differenze nella composizione chimica,
nella struttura cristallina, nei colori, nella forma.
In gioielleria, le Pietre Semipreziose sono utilizzate per creare gioielli con una varietà di proprietà uniche e colori vivaci.
Queste pietre includono Quarzi, Ametiste, Topazi, Turchesi, Opali, Giade, Granati, Acquamarine, Tormaline, Labradorite, Peridoto e molte altre.

I Gioielli realizzati con pietre Semipreziose sono spesso utilizzati per creare pezzi di tendenza e moda, come Bracciali, Orecchini e Collane.
Le Pietre Semipreziose possono essere tagliate e levigate in molte forme diverse, come a cuore, ovale, rotonda e sferica, per esaltare le loro
caratteristiche e creare un effetto visivo distintivo.

Ogni Pietra Semipreziosa ha proprietà uniche, come colore, trasparenza e durezza, che la rendono irripetibile.

L’Ametista è conosciuta per il suo colore viola scuro e viene spesso utilizzata per creare gioielli con un tocco regale.
Il Quarzo citrino, d’altra parte, ha un colore giallo chiaro e viene spesso utilizzato per creare gioielli con un look estivo e soleggiato.
Il Turchese, con il suo colore azzurro intenso e la sua singolarità, è spesso utilizzata per creare gioielli con un look esotico e avventuroso.

L’utilizzo di Pietre Semipreziose in gioielleria offre una vasta gamma di opzioni per i clienti,
che possono scegliere la pietra che più preferiscono in base alle loro preferenze personali in termini di colore,
forma e proprietà. Inoltre, le pietre Semipreziose possono essere combinate con altre pietre o materiali,
come oro o argento, per creare gioielli unici e personalizzati.

In conclusione, le Pietre Semipreziose sono un’importante parte dell’industria della Gioielleria.
Il loro utilizzo offre una vasta gamma di opzioni per Orafi e Designer esigenti che cercano di creare gioielli con una personalità distintiva.
Queste Pietre possono essere utilizzate da sole o in combinazione con altri materiali per creare gioielli che rispecchiano i gusti e le preferenze personali dei clienti.


Misure per anelli

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Vediamo come misurare la circonferenza del dito e scegliere la misura giusta del nostro anello. Va tenuto conto che a secondo dell’età, della stagione e della fase della giornata le dita possono risultare più o meno sottili

CIRCONFERENZA DITO IN MILLIMETRI EUROPE USA UK FR
52 mm 12 6,0 M 52
54 mm 14 7,0 O 54
56 mm 16 7,5 P 56
58 mm 18 8,5 R 58
60 mm 20 9,0 S 60
62 mm 22 10,0 T 62
64 mm 24 10,5 V 64
66 mm 26 11,5 X 66
68 mm 28 12,5 Z 68

Come misurare il diametro di un anello (distanza in millimetri dell’interno dell’anello).

Confrontare la vostra misura nel grafico in basso per determinare la misura dell’anello.

DIAMETRO IN MILLIMETRI EUROPE USA UK FR
16,5 mm 12 6,0 M 52
17,2 mm 14 7,0 O 54
17,8 mm 16 7,5 P 56
18,6 mm 18 8,5 R 58
19,1 mm 20 9,0 S 60
19,8 mm 22 10,0 T 62
20,6 mm 24 10,5 V 64
21,0 mm 26 11,5 X 66
21,7 mm 28 12,5 Z 68


il diamante

Il Diamante

 Il DIAMANTE

                                                           

Sono state create diverse scale dì valutazione del diamante,
quelle a cui noi ci affidiamo maggiormente sono:

HRD  (HOGE RAAD voor Diamand)
Laboratorio di Anversa autorevole e stimato a livello mondiale.

GIA  (Gemmological Institute of America)
E il più conosciuto laboratorio statunitense.

IGI (International Gemological Institute)
Laboratorio di analisi gemmologiche con sedi principali ad Anversa e NewYork.

 Le 4 C che caratterizzano il DIAMANTE

 

                  Carat – IL PESO       Color -IL COLORE        Clarity – LA PUREZZA      Cut- IL TAGLIO

IL PESO:
Il peso dei Diamanti, si misura in CARATI.

Il termine CARATO deriva dal greco Keration ed indicava il seme di carruba. Già dall’antichità il carato è stato utilizzato per la pesatura di quantità molto piccole e tuttora rimane l’unità di misura ponderale dei diamanti, delle pietre preziose in genere e dell’oro. Un CARATO è pari a 0.2 grammi, occorrono quindi 5 CARATI per formare un grammo.

 

  

IL COLORE:

I Diamanti esistono in differenti colori (Tono) con diverse intensità (Saturazione).
La maggior parte dei Diamanti appartiene alla gamma che va dall’incolore al Giallo.
In questa scala si utilizzano le lettere dell’alfabeto partendo dalla lettera D (Incolore) sino ad arrivare alla lettera Z, man mano che la saturazione aumenta. I Diamanti nei quali l’intensità del colore è oltre la 7, vengono classificati come “Fancy Color”.

L’intensità del Colore viene determinata dal gemmologo confrontando il Diamante da analizzare con una gamma di pietre di riferimento dette “Master Stones”.
In natura esistono oltre che di colore giallo, Diamanti rosa, blu, arancioni, marrone, grigio ed anche rossi (considerati tra i più rari in assoluto).

 

I Colori sono classificati in lettere e vanno dalla D alla Z +

D – E – F – G sono i colori più bianchi e più ricercati nei diamanti .

H – I – J       sono i diamanti generalmente più commerciabili.

K – L              sono i diamanti considerati bianco leggermente tinto.
Da M alla Z    sono diamanti che presentano evidenti tinte che possono essere

gialle o marroni.

LA PUREZZA:

La valutazione della PUREZZA è un accurata osservazione a 10 ingrandimenti di ogni caratteristica interna eventualmente presente, detta INCLUSIONE.
Il numero, la natura, le dimensioni e la posizione delle inclusioni determinano il Grado di Purezza di un Diamante. , come tale il valore della gemma sarà variabile. L’osservazione, effettuata da un Gemmologo esperto, viene eseguita con un microscopio o con una lente “Triplet”.Un diamante è considerato puro quando con una lente a 10 ingrandimenti non presenta imperfezioni.

SCALA DI PUREZZA NEL DIAMANTE:

IF     VVS 1/2       VS 1/2         SI 1/2       P 1       P 2     P 3

IF = Internally Flawless = Internamente non presenta nessuna

imperfezione a 10x.

VVS 1 / 2 = Very Very Slight = Internamente presenta inclusioni molto

difficili da reperire a 10x.

VS 1 / 2 = Very Slight = Internamente presenta inclusioni difficili da reperire

A 10x.

SI 1 / 2 = Slightly Imperfect = Internamente presenta inclusioni e difetti

Facili da reperire a 10x.

P 1 / I 1

P 2 / I 2

P 3 / I 3 = Imperfect = Internamente presenta inclusioni e difetti visibili ad

occhio nudo


IL TAGLIO :

 

Il taglio è un processo di fondamentale importanza per la resa visiva di un Diamante. Le corrette proporzioni tra le varie parti della gemma, la perfezione della lucidatura e della simmetria delle faccette rende possibile una perfetta interazione tra la luce ed il diamante.

 

La qualità dei nostri diamanti

Utilizziamo solo pietre con caratteristiche ben precise:

Taglio simmetrico, lucidatura e proporzioni perfette per ottenere il massimo dalla riflessione della luce (scintillio). Solo pietre alte di colore (D-E-F-G), con purezza che può variare dalla pura alla lente (IF) alla leggermente inclusa (SI).

Non montiamo pietre migliorate artificialmente e non naturali (se non espressamente specificato).
Utilizziamo solo selezioni molto controllate, con fornitori che garantiscono la provenienza. Non montiamo diamanti che arrivano da conflitti, guerre e sfruttamenti minorili.
Appoggiamo Kimberley Process  associazione che controlla dalla miniera al dettaglio le varie fasi del commercio dei diamanti.

Per controllo o per informazioni siamo a disposizione per qualsiasi chiarimento in merito, previo appuntamento.


Il diamante nero

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I diamanti non sono solo bianchi, a seguito una breve descrizione per questa pietra sempre più attuale Il diamante nero, è un diamante policristallino all’apparenza nero. Non molto raro ma difficile da tagliare a causa delle sue numerose inclusioni interne.

Contiene infatti numerose piccole piastrine di graffite nera con struttura esagonale che, se presenti in grandi quantità, rendono il diamante conduttivo e se molto compatte, gli conferiscono un aspetto quasi opaco ed una lucentezza metallica.

Trova la sua applicazione più frequente nel settore industriale, anche se, sempre di più oggi, questa tipologia di diamante è utilizzata in diversi modelli e creazioni nell’industria dei gioielli.


La madreperla

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Conosciuta in campo internazionale sotto il nome di “Nacre” (dalla parola araba “naqqarah”, che significa conchiglia o guscio). La madreperla è una concrezione calcarea organica che costituisce la parte interna, dura e iridescente della conchiglia di alcuni molluschi bivalvi marini e gasteropodi.

La colorazione varia dal classico bianco latteo al pastello con varie sfumature di grigio, nero, verde, rosa, fino a colorazioni iridescenti come nel caso delle conchiglie abalone neozelandesi dette Paua dal nome della baia dove vengono pescate. E’ composta da sottili lamine di carbonato di calcio che si alternano in forma di calcite e di aragonite. L’aragonite ha struttura a lamelle, parallela alla superficie interna e costituisce l’ipostraco, cioè la madreperla. La luce riflessa da questi livelli produce una caratteristica iridescenza dalle infinite sfumature nota come ‘oriente ‘.

Differisce dalla perla solamente per la disposizione dei cristalli (concentrici nella perla, a strati disposti in modo parallelo nella madreperla). Come la perla è sensibile agli acidi, alla disidratazione e all’umidità. Conosciuta ed adoperata fin dalla preistoria. Un tempo si credeva che la perla fosse una lacrima degli dei.


Lo Zaffiro

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Dal punto di vista etimologico, il termine “zaffiro” deriva dal latino (sapphirus), e a sua volta dal greco antico (sappheiros), che indicava una “pietra blu”.

In passato il termine veniva utilizzato per indicare tutta una serie di pietre preziose e, fino al Medio Evo, veniva utilizzato per indicare il lapis lazuli. Attorno al 1800 si scoprì che lo zaffiro, come il rubino, appartengono entrambi alla specie del corindone, da allora si preferisce usare il termine zaffiro per descrivere la varietà blu del corindone, rubino per la varietà rossa e corindone per tutte le altre varietà (corindone giallo, corindone rosa, corindone orange  ecc).

Il corindone è il minerale più duro dopo il diamante. Secondo la scala di Mohs la sua durezza è pari a 9 (il diamante corrisponde a 10).
Secondo la scala di Rosival, invece, il corindone presenta una durezza 140 volte inferiore a quella del diamante (1000 il corindone e 140.000 il diamante) Il colore blu dello zaffiro è causato dalla presenza di due impurità chimiche nel lattice cristallino: il ferro e il titanio. La concentrazione di questi due elementi che varia tra 0.01% e 1% determina l’intensità del colore.

Birmania, Tailandia, Cambogia, Montana(USA), Tanzania… sono i luoghi di estrazione di questo corindone che si forma principalmente nelle rocce metamorfiche (rocce che hanno subito processi di metamorfosi legati all’esposizione ad alte temperature ed alte pressioni) e nelle pegmatiti (rocce filoniane che si trovano sia all’interno sia alla periferia di intrusioni granitiche, caratterizzate da struttura a grana grossa, talora gigantesca). Il taglio più diffuso per questa gemma è quello sfaccettato ovale o tondo, ma non sono escluse altre tipologie, come quella a cuore o a baguette. Tra le gemme di dimensione eccezionale conosciute, va citato lo “Star of India”, di 563 carati, conservato presso il Museo di Storia Naturale di New York.

Tratto da IGI- INTERNATIONAL-GEMOLOGICAL-INSTITUTE